Una generazione di Italiani

Nella sua canzone "La razza in estinzione" (2001), l'artista italiano Giorgio Gaber (Milano, 1939 - Montemagno di Camaiore, 2003) critica tutto e tutti e afferma: "la mia generazione ha perso".

Puoi leggere un'interpretazione del brano in questa pagina del sito; per praticare il tuo italiano, svolgi questa attività didattica e leggi il testo a seguire, sotto la foto dell'artista.

Giorgio Gaber, “La razza in estinzione” (2001)

 

Non mi piace la finta allegria, non sopporto neanche le cene in compagnia

e coi giovani sono intransigente, di certe mode, canzoni e trasgressioni

non me ne frega niente.

E sono anche un po' annoiato da chi ci fa la morale ed esalta come sacra la vita coniugale;

e poi ci sono i gay, che han tutte le ragioni; ma io non riesco a tollerare

le loro esibizioni.

 

Non mi piace chi è solidale e fa il professionista del sociale; ma chi specula su chi è malato,

su disabili, tossici e anziani

è un vero criminale.

Ma non vedo più nessuno che s'incazza, tra tutti gli assuefatti della nuova razza

e chi si inventa un bel partito per il nostro bene sembra proprio destinato

a diventare un buffone.

 

Ma forse sono io che faccio parte di una razza in estinzione.

 

La mia generazione ha visto le strade, le piazze gremite di gente appassionata

sicura di ridare un senso alla propria vita; ma ormai son tutte cose del secolo scorso:

la mia generazione ha perso.

 

Non mi piace la troppa informazione, odio anche i giornali e la televisione;

la cultura per le masse è un'idiozia, la fila coi panini davanti ai musei mi fa malinconia.

E la tecnologia ci porterà lontano; ma non c'è più nessuno che sappia l'italiano.

C'è di buono che la scuola si aggiorna con urgenza; e con tutti i nuovi quiz

ci garantisce l'ignoranza.

 

Non mi piace nessuna ideologia, non faccio neanche il tifo per la democrazia;

di gente che ha da dire ce n'è tanta, la qualità non è richiesta:

è il numero che conta.

E anche il mio Paese mi piace sempre meno, non credo più all'ingegno del popolo italiano

dove ogni intellettuale fa opinione, ma se lo guardi bene

è il solito coglione.

 

Ma forse sono io che faccio parte di una razza in estinzione.

 

La mia generazione ha visto migliaia di ragazzi pronti a tutto, che stavano cercando,

magari con un po' di presunzione, di cambiare il mondo.

Possiamo raccontarlo ai figli, senza alcun rimorso; ma la mia generazione ha perso.

 

Non mi piace il mercato globale, che è il paradiso di ogni multinazionale;

e un domani, state pur tranquilli, ci saranno sempre più poveri e più ricchi;

ma tutti più imbecilli.

E immagino un futuro senza alcun rimedio: una specie di massa senza più individuo;

e vedo il nostro Stato, che è pavido e impotente, è sempre più allo sfascio e non gliene frega niente.

E vedo una Chiesa che incalza più che mai; io vorrei che sprofondasse

con tutti i Papi e i Giubilei.

 

Ma questa è un'astrazione, è un'idea di chi appartiene a una razza

in estinzione.

 

www.italianalingua.it


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