Un Dio di sinistra

Il gruppo storico della musica italiana di sinistra canta di un ragazzo che si ritrova senza soldi ma al quale “è rimasto Dio”. La canzone è “Io vagabondo (che non sono altro)”, a eseguirla sono i Nomadi e siamo nel 1972; cinque anni prima, con “Dio è morto” di Francesco Guccini, gli stessi Nomadi avevano raccontato di un Dio che “è risorto”. L’unione, sia ideologica che politica, di Cristianesimo e Comunismo è uno degli aspetti più caratteristici dell’Italia degli anni ‘60, ’70 e ’80.

Esercita il tuo italiano con questa attività di livello intermedio oppure con questa di livello più avanzato. Cerca l’audio su YouTube e leggi il testo a seguire:

 

Io, un giorno crescerò
e nel cielo della vita volerò;
ma, un bimbo che ne sa?
Sempre azzurra non può essere l'età.

Poi, una notte di settembre mi svegliai,
il vento sulla pelle,
sul mio corpo il chiarore delle stelle,
chissà dov'era casa mia?
E quel bambino che giocava in un cortile?

Io, vagabondo che son io,
vagabondo che non sono altro,
soldi in tasca non ne ho,
ma lassù mi è rimasto Dio.

Sì, la strada è ancora là;
un deserto mi sembrava la città;
ma, un bimbo che ne sa?
Sempre azzurra non può essere l'età.

Poi, una notte di settembre me ne andai,
il fuoco di un camino
non è caldo come il sole del mattino,
chissà dov'era casa mia?
E quel bambino che giocava in un cortile?

Io, vagabondo che son io,
vagabondo che non sono altro,
soldi in tasca non ne ho,
ma lassù mi è rimasto Dio.

 

 

 

www.italianalingua.it


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