Un capolavoro dell’umorismo ebraico nella storia della letteratura italiana

 

LA COSCIENZA DI ZENO: UN CAPOLAVORO DELL’UMORISMO EBRAICO

 

Tutti i liceali italiani della mia generazione (nati negli anni Settanta) hanno ricevuto una prima educazione letteraria molto particolare. L’approccio dominante all’insegnamento della letteratura italiana tra i docenti liceali della mia epoca adolescenziale può essere in effetti riassunto da un aggettivo: serioso.

Prendiamo La coscienza di Zeno di Italo Svevo. Non si tratta solo di una brillante commedia in forma di romanzo, ma di un vero e proprio capolavoro umoristico (nel solco di quella particolare e splendida tradizione conosciuta come umorismo ebraico, particolarmente fiorente nella società mitteleuropea in cui l’autore si era formato). Segnato da una leggerezza che non cede mai strada alla serietà, racconta di un uomo assolutamente incapace, patologicamente incapace, di prendere sul serio sé stesso e la vita. La patologia che affligge Zeno è sempre esilarante, mai angosciante; le osservazioni profonde sull’esistenza e sulla natura degli uomini, pur non mancando affatto, sono sempre presentate in modo indiretto, filtrate o velate dalla comicità delle situazioni e delle riflessioni in cui esse fanno la propria apparizione.

In questo romanzo l’ironia non diviene mai sarcasmo e l’identificazione, potenzialmente tragica, del lettore con il protagonista non può mai compiersi pienamente, poiché la coscienza e la vita di Zeno sono sempre e comunque oggetto di teneramente implacabile scherno da parte del loro geniale creatore, Aron Hector Schmitz, in arte Italo Svevo.

Non giungendo mai a quella consapevolezza piena e autoironica che rende i personaggi di Woody Allen in parte tragici, la coscienza del nostro Zeno tormenta infallibilmente il suo titolare ma delizia immancabilmente i suoi lettori, per Zeno simpatizzanti ma sempre sufficientemente distaccati da non dimenticare mai la sua radicale “stupidità” in quanto incapacità di prendersi sul serio, di divenire veramente consapevole di sé e di provare a risolvere i propri problemi affrontandoli con lucidità.

Tornando al liceo italiano, potrebbe essere sorprendente - per chi non ne abbia fatto esperienza diretta - scoprire come l’umorismo di questo romanzo venga a malapena fatto notare agli studenti e come tutto l’accento, seriosamente, sia posto sia sulla dimensione “psicoanalitica” del testo (nella prefazione e nel preambolo, in verità, della psicoanalisi Svevo si fa beffe; e la coscienza del protagonista non raggiunge mai, come detto, lo stadio di vera e propria autocoscienza) sia sulla sua denuncia dell’inettitudine dell’uomo contemporaneo, della sua incapacità di vivere pienamente, della sua alienazione esistenziale. In realtà, si tratta - molto più semplicemente - di un racconto in prima persona, nel quale i pensieri e i sentimenti dell’io narrante (oltre, naturalmente, alle vicende della sua vita concreta) sono sotto costante auto-osservazione e in cui la leggerezza della narrazione sottrae forza a qualsiasi eventuale interpretazione dell’opera come denuncia esistenziale o addirittura sociale.

Se in Zeno l’incapacità di prendersi sul serio è un vero limite, nel suo creatore Svevo essa è stata un dono sublime, perché l’ha messo in grado di raccontare una storia straordinariamente comica e acuta giocando con l’immaginario condiviso dalla società artistica e letteraria del suo tempo, ossia dell’epoca mitteleuropea, giocando con questo immaginario senza mai farne aspra satira ma senza nemmeno mai assumerne seriamente le convinzioni e gli orientamenti (fatta eccezione, come detto, per la grande tradizione dell’umorismo ebraico, la quale del resto era sì una componente di quell’immaginario, ma faceva capo a una tradizione radicata in altri lontanissimi tempi e in altri lontanissimi luoghi).

Buona lettura della Coscienza di Zeno, e buone risate.

Alberto Cassone

PS: leggi, ascolta o guarda "La coscienza di Zeno" nel nostro sito web, nella sottosezione "Letteratura italiana" della sezione "Scarica materiali": http://www.italianalingua.it/index.php?page=scarica-materiali#dmc_letteratura-italiana


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