Storie italiane

Storie italiane: persone ed eventi importanti, dalla nascita - nel 1946 - della Repubblica italiana fino ad oggi.

 

PRIMA STORIA: GIOVANNI FALCONE

 

"Quando muore qualcuno, agli altri spetta di vivere anche per lui - altro non c'è, di adatto. (Alessandro Baricco, "Mr Gwyn")

Giovanni Falcone (1939 - 1992) fu un magistrato siciliano. Ucciso dalla mafia all'età di 53 anni, è il simbolo del coraggio, dell'onestà e dell'intelligenza ed è un modello per i giovani italiani. Grazie al suo lavoro e a quello del pool antimafia di Palermo negli anni 1984 - 1988, fu possibile organizzare un maxi-processo "collettivo" alla mafia, in cui furono condannati ben 360 imputati.

All'inizio della sua carriera, c'erano ancora molte persone che negavano l'esistenza della mafia siciliana. Alla fine della sua carriera, non era più possibile farlo.

Nonostante il suo valore, a causa del principio dell'anzianità di servizio e dell'odio provato, nei suoi confronti, da molti politici e mafiosi, Giovanni Falcone non divenne mai capo del suo ufficio (la procura di Palermo). Lo Stato italiano non lo sostenne e non lo difese; per questo, fu ucciso dalla mafia il 23 maggio 1992, insieme alla moglie e alla sua scorta.

Puoi approfondire il tema grazie all'ottimo articolo di wikipedia e a questi libri: 

- Giovanni Falcone e Marcelle Padovani, Cose di Cosa Nostra, Rizzoli, 1991.

- Giuseppe Ayala, Chi ha paura muore ogni giorno. I miei anni con Falcone e Borsellino, Mondadori, 2009.

 

SECONDA STORIA: INDRO MONTANELLI

Indro Montanelli, morto nel 2001, è stato un importante giornalista italiano. Simpatizzante fascista da giovane, cambiò idea prima della II guerra mondiale; nei 60 anni a essa successivi rappresentò, per molti Italiani, un punto di riferimento morale e per tutti i giornalisti un punto di riferimento professionale.

Nello stile, secco, diretto, pungente; nei contenuti, realista, disincantato e sincero, Montanelli rappresenta ancora oggi il più grande modello del giornalista libero. Libero, da ideologie (in un'epoca in cui la cultura ufficiale era monopolizzata dai cattolici e dai comunisti), da partiti e da padroni, lasciò il suo Giornale (da lui fondato nel 1974 e diretto per vent'anni) quando il proprietario, Berlusconi, decise nel 1994 di entrare in politica e di usare il giornale stesso per la propaganda a sostegno del nuovo partito, Forza Italia.

La maggior parte dei cronisti (55 su 77) del Giornale si dimisero e seguirono Indro Montanelli nella fondazione di un nuovo quotidiano, La Voce. Per vari motivi, il nuovo giornale di Montanelli dovette chiudere dopo solo un anno, ma fino alla sua morte egli tenne una rubrica, "La stanza di Montanelli", nel più importante quotidiano italiano, il Corriere della Sera, giornale al cui interno aveva già lavorato - dal 1938 al 1973.

Alcuni tra i migliori giornalisti italiani di oggi (come Marco Travaglio e Beppe Severgnini) sono stati allievi di Indro Montanelli.

Nei quattro video che trovi qui:

https://www.youtube.com/watch?v=xHSHXC057As

https://www.youtube.com/watch?v=wIDlJ0vvEp0

https://www.youtube.com/watch?v=7yk8mFBmXd0

https://www.youtube.com/watch?v=dQh5ddF411U

potrai ascoltare l'opinione di Montanelli su Mussolini e sul fascismo.

 

TERZA STORIA: ANTONIO DE' CURTIS (la pagina sarà pronta presto)