Napoli e la filosofia

 

Lo stereotipo dell’Italiano passionale, emotivo, creativo ma privo di autocontrollo è diffuso nel mondo occidentale (soprattutto nel Nord Europa e nel Nord America) e ha la sua origine in una determinata percezione degli Italiani del Sud. La lettura di “Così parlò Bellavista” (1977, Mondadori) di Luciano De Crescenzo (divulgatore filosofico napoletano) sembrerebbe confermare questo pregiudizio, ma...

l’opera, il cui titolo fa il verso al celebre “Così parlò Zarathustra”, mette sostanzialmente a confronto due visioni del mondo e due modi di vivere profondamente differenti, inscenando un dialogo in stile platonico tra un filosofo napoletano (il Professor Bellavista) e altri personaggi, tra cui il Dottor Palluotto, un napoletano che si è completamente “settentrionalizzato” andando a vivere a Milano e che, di conseguenza, rifiuta e combatte lo stile di vita e di pensiero meridionali; il serrato dibattito (divertente e istruttivo) è intercalato a dei brevi capitoli di stile narrativo, piccole storie, illuminanti spaccati di meridionalità.

L’appassionata difesa, da parte del Professor Bellavista, della cultura e della mentalità meridionali è così razionale, analitica e sistematica da smentire completamente l’idea secondo cui i meridionali sarebbero semplicemente fantasiosi, emotivi e intuitivi. Vuoi approfondire la questione? Scrivi a: italianalinguaecultura@gmail.com.


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