Musica popolare o d'autore?

Introducendo la pagina che contiene le attività didattiche di "Italiano con la musica", abbiamo scelto di usare la seguente definizione: “musica popolare/d’autore”.

In effetti, la storia della musica popolare italiana contemporanea - come è avvenuto in tutto il mondo occidentale grazie ad alcune innovazioni sociali e culturali originarie degli Stati Uniti - è inestricabilmente legata a quella della musica d'autore.

Il termine statunitense "singer-songwriter" (cantante-compositore di canzoni) è stato reso in italiano come "cantautore", parola forse brutta ma capace di rendere l'idea: una sintesi di cantante e autore, a significare l'esistenza, apparentemente contradditoria, di autori che cantano musica popolare (tradizionale).

In realtà, il termine si applica bene al contesto statunitense (per definire artisti come Bob Dylan, che si sono mossi al confine tra la musica d'autore e quella tradizionale, ridefinendo il confine stesso), meno bene al contesto italiano, dove pochi artisti (Fabrizio De Andrè su tutti, ma anche Pino Daniele e i fratelli Bennato, Angelo Branduardi, Francesco Guccini e il primissimo Claudio Baglioni) hanno giocato lo stesso gioco, mentre la maggioranza (Dalla, Zucchero, Battisti, De Gregori, Ligabue, Battiato, Conte, Modugno, Tenco, Fossati, Paoli, Venditti, Rossi, Cremonini) ha semplicemente "modernizzato", ognuno a modo proprio, la canzone d'autore e ha avuto poco a che fare con la musica tradizionale o popolare.

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