Musica popolare e democrazia

La musica popolare tradizionale è stata riscoperta e riproposta al pubblico degli acquirenti di dischi (poi di cd, poi di files musicali) nella nostra epoca, per ragioni ideologiche. L’Irlanda ha fatto scuola: la riscoperta della musica tradizionale irlandese ha rappresentato un’arma importante nella lotta alla corona britannica. Negli USA il country e il blues, nell’ex URSS il folklore musicale, nella sinistra culturale europea la folk music impegnata: questi generi musicali sono emersi e sono confluiti nel mercato della musica di consumo in un contesto variamente “democratico” (ossia, in un contesto ideologico in cui diverse interpretazioni della democrazia, considerata in ciascun caso come valore fondamentale, hanno favorito un riorientamento del gusto verso l’espressione musicale popolare).

Il brano “Auschwitz” di Francesco Guccini (1967) appartiene – al di là, ovviamente, dell’originalità e dell’unicità proprie di ogni grande artista – al filone della folk music impegnata, fiorita negli ambienti della sinistra continentale. Il tema è l’Olocausto, la forma del testo è poetica e l’autore di riferimento – comune a moltissimi artisti appartenenti a questo filone – è Bob Dylan, un cui celebre brano viene citato all’interno di una delle sei strofe.         

Esercita il tuo italiano con il brano di Guccini, grazie a questa attività di livello elementare o a questa attività di livello intermedio, entrambe focalizzate sulle abilità di comprensione orale e scritta. Dovrai anche scoprire la citazione da Dylan! Cerca l’audio su YouTube e leggi il testo a seguire:

 “Son morto con altri cento/son morto che ero bambino/passato per il camino/e adesso sono nel vento/e adesso sono nel vento.

Ad Auschwitz, c'era la neve/il fumo saliva lento/nel freddo giorno d'inverno/e adesso sono nel vento/e adesso sono nel vento.

Ad Auschwitz, tante persone/ma un solo grande silenzio/è strano non riesco ancor/a sorridere qui nel vento/a sorridere qui nel vento.

Io chiedo, come può un uomo/uccidere un suo fratello?/Eppure siamo a milioni/in polvere qui nel vento/in polvere qui nel vento.

Ancora tuona il cannone/e ancora non è contenta/di sangue la bestia umana/ancora ci porta il vento/e ancora ci porta il vento.

Io chiedo: quando sarà?/Che l'uomo potrà imparare/a vivere senza ammazzare/e il vento si poserà/e il vento si poserà".

 

 

www.italianalingua.it


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L'italiano con la musica