Memoria, oblio e identità: da Pinocchio al Sessantotto

 

 

Risorgimento, Fascismo, Resistenza, Sessantotto, Tangentopoli: eventi storici e politici sulla cui interpretazione, ovviamente, ci dividiamo. Non potrebbe essere altrimenti.  

E se volessimo raccontarci, a noi stessi e agli altri? Ognuno finirebbe, altrettanto inevitabilmente, per raccontare e per raccontarsi un’Italia diversa?

Gli eventi appena menzionati sono tutti, come detto, eventi storico-politici. Ora, se è vero che studiarne la storia politica è una delle strade per comprendere un popolo, è altrettanto vero che tale strada non può essere considerata l’unica.

La conoscenza della Storia dell’Italia unitaria ci aiuta, generalmente, solo in piccola parte a sentirci concittadini di un Paese unitario (piuttosto, come dicevamo, ci porta a non sentirci tali), così che la questione dell’identità si pone spesso, per noi Italiani, in termini negativi, ossia non come una ricerca su in che cosa consista la nostra identità, ma come la seguente rassegnata perpetua considerazione: “non esiste un’identità italiana”. Finché ce lo diciamo da soli, forse l’idea potrebbe anche funzionare, come una sorta di consolatoria certezza per cuori irrimediabilmente solitari; ma quando ricordiamo - e con la fantasia rivediamo – Klemens von Metternich pronunciare le famose parole a proposito dell’Italia come “espressione geografica”, per alcuni cuori l’idea non consola più.

La “memoria storica” è sufficiente?

Leggere la storia è viaggiare nel tempo, ma viaggiare nel tempo – tra le date - è viaggiare nello spazio, nei luoghi, per riuscire a rivedere le persone e le cose che vi si trovavano. “I luoghi della memoria. Personaggi e date dell’Italia unita” (Editori Laterza, 1997, a cura di Mario Isnenghi) è un viaggio globale nella nostra memoria; globale qui vuol dire, che tale memoria non è limitata alla Storia. I suoi 24 capitoli, scritti da diversi autori, raccontano di più: il Corriere dei Piccoli, Matteotti e Mussolini, il Giro d’Italia, Pinocchio e il Sessantotto, il campionato di calcio, i Tedeschi e Vittorio Emanuele II, Gian Burrasca, il 1° maggio, l’8 settembre, Garibaldi e Cuore, e altre date e altre persone ancora.

(Visita anche la pagina dedicata al libro su www.laterza.it)


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