Le parole della letteratura

Non è sempre facile, per gli studenti stranieri di lingua e cultura italiana, comprendere bene il corretto impiego di definizioni letterarie generali come “narrativa”, “romanzo”, “lirica”, “poema”, etc. Gli apprendenti anglofoni, ad esempio, tendono a cercare (senza trovarlo, naturalmente) un corrispondente italiano della categoria “fiction”, nonché a confondere – per ragioni apparentemente più banali - “poem” e “poema”, “verse” e “verso”, “novel” e “novella”. “Poesia” per noi è una forma d’arte ma anche un componimento singolo; una “lirica” è una poesia di carattere lirico, ma una poesia di carattere epico non è un’”epica”.

Quando alla difficoltà connaturata alla materia (se la “narrativa” è il racconto di storie, perché un poema non rientra nella categoria? Se la prosa è l’opposto della poesia, perché il teatro – che vanta una grande tradizione di dialoghi ritmati e rimanti – è, per definizione, “prosa”?) aggiungiamo i più recenti problemi legati alla perdita di confini netti tra i generi – poesie scritte con la tecnica della prosa, romanzi e racconti scritti con la tecnica della poesia – comprendiamo come sia necessario un intervento forte dell’insegnante per guidare lo studente alla comprensione di questo affascinante universo terminologico.      

Pertanto, dopo aver studiato insieme all’insegnante le fondamentali categorie letterarie, mettiti alla prova con questa attività.

 

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