La vecchiaia è un carillon

In questo brano di Claudio Baglioni e Antonio Coggio, del 1975, la vecchiaia è un carillon.

Pratica la lingua italiana con questa attività. Leggi poi il testo completo della canzone:

 

“Carillon”

                                                                                                          

Un cofanetto tutto impolverato, e dentro una fotografia

con il tuo primo fidanzato, tenente di cavalleria

sulla tovaglia ricamata a mano, i salatini con il tè

nel tuo salotto veneziano, il cinque-quattro-ventitré

le gite in barca, la tua balia ed un notturno di Chopin

un baciamano, una camelia, un manicotto di lapin

e in fondo agli occhi stanchi ti rimane la malinconia

che sfiora i tuoi capelli bianchi e poi ti porta via.

 

“Gesù Gesù” dirai, “com'ero buffa io”,

sorriderai ma un groppo in gola sentirai

com'eri bella tu, e adesso cosa sei?

Un vecchio carillon che non va più.

 

In sala di lettura dopo pranzo, distesa sopra il canapè

leggevi trepida un romanzo con delle frasi un poco osé

e il giovedì mattina ad un concerto coi genitori all'Odeon

e tu che t’annoiavi molto e già pensavi al Charleston

i bagni al mare e il tuo cavallo e un ombrellino di bambù

le trecce, il tuo carnet di ballo e l'orologio col cucù

adesso ti han lasciato sola, adesso son fuggiti via

e forse un poco ti consola la tua fotografia.

 

“Gesù Gesù” dirai, “che sciocca sono io”,

e dal golfino un fazzoletto prenderai

e ti domanderai se serve star quaggiù

a un vecchio carillon che non va più.

 

www.italianalingua.it

 

 


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