ITALIANA - Lingua e Cultura

La Perugia di Gill Evans

Le mie impressioni di Perugia? Dopo aver vissuto qui per quattro anni posso dire veramente che per me Perugia è un teatro vivente, pieno di colore, pieno di musica, pieno di personaggi drammatici e pieno d'illuminazione.

Dal mio appartemento mi affaccio su una fila di case a schiera sopra il centro della città. In conseguenza a ciò, ho un panorama che cambia costantemente. Qualche volta la nebbia bianca copre i tetti creando l'impressione che il mio appartamento galleggi su un mare tranquillo. Altre volte, nuvoloni, tuono e fulmini rombano insieme come un'opera di Wagner. In primavera i grandi voli di rondini scendono in picchiata e si innalzano velocemente intorno per prendere gli insetti invisibili. Forse al tramonto la Natura decide di fare una mostra abbagliante d'arancione e rossori vividi.

Quando il crepuscolo arriva piano, piano le luci creano un mosaico brillante per tutta la città.

Mi piace molto la domenica. Quei giorni sono tranquilli, regolari, fatti di diversi momenti regolarmente scanditi dalle campane delle chiese.

Ho l'impressione che Corso Vannucci sia un palcoscenico dove i cittadini e i turisti sono sorpresi nell'atto di pensare ai propri affari. Nelle parole di Shakespeare, "Tutto il mondo è un palcoscenico e gli uomini e le donne sono solo attori".

Pensaci! Pensaci! La scenografia tipica di una commedia italiana - gli edifici medievali, le insegne di un albergo, della parrucchiera e dell'inevitabile partito politico - dove qualunque persona ha un ruolo e recita il suo dramma particolare - Corso Vannucci!!

Un momento! Il ritmo regolare dei tamburi vibra e risuona come una processione vestita in capi d'abbigliamento medievali, procede con cavalieri  tra la calca moderna di turisti e di stranieri - la Storia in vita!

Per me questa cosa è l'essenza di Perugia, dove la storia è viva e vegeta, dove c'è un cocktail delle età precedenti e della vita contemporanea. Un caleidoscopio permanente di colori, di luoghi, di rumori e di sensazioni.

La mia Perugia