La fiera e le bestie

“Alla fiera dell’est” (Angelo Branduardi e Luisa Zappa, 1976, Polydor), adattamento di un canto pasquale ebraico, è divenuta celebre in Italia e nel mondo grazie alla sua originale struttura: le strofe sono sequenze di eventi e ogni strofa ripete la precedente nella sua interezza ma aggiungendo al suo inizio un nuovo evento, nuovo e allo stesso tempo analogo rispetto agli eventi precedenti. Troppe spiegazioni, però, rovinano forse l’ascolto.  

Esercita il tuo italiano con questa attività di livello intermedio oppure con questa di livello avanzato. Cerca l’audio su YouTube e leggi il testo a seguire:

 

Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò

alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò.

E venne il gatto, che si mangiò il topo, che al mercato mio padre comprò

e venne il gatto, che si mangiò il topo, che al mercato mio padre comprò.

 

Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò.

 

E venne il cane, che morse il gatto, che si mangiò il topo

che al mercato mio padre comprò.

 

Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò.

 

E venne il bastone, che picchiò il cane, che morse il gatto,

che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò.

 

Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò.

 

E venne il fuoco, che bruciò il bastone, che picchiò il cane,

che morse il gatto, che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò.

 

Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò.

 

E venne l'acqua che spense il fuoco che bruciò il bastone che picchiò il cane

che morse il gatto, che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò.

 

Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò.

 

E venne il toro, che bevve l'acqua, che spense il fuoco,

che bruciò il bastone, che picchiò il cane,

che morse il gatto, che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò.

 

Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò.

 

E venne il macellaio, che uccise il toro, che bevve l'acqua,

che spense il fuoco, che bruciò il bastone, che picchiò il cane,

che morse il gatto, che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò.

 

Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò.

 

E l'angelo della morte, sul macellaio, che uccise il toro, che bevve l'acqua,

che spense il fuoco, che bruciò il bastone, che picchiò il cane,

che morse il gatto, che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò.

 

Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò.

 

E infine il Signore, sull'angelo della morte, sul macellaio,

che uccise il toro, che bevve l'acqua, che spense il fuoco,

che bruciò il bastone, che picchiò il cane, che morse il gatto,

che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò.

 

Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò.

 

 

www.italianalingua.it


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