L’amore perduto e la melodia rubata

Una delle canzoni più belle della storia della musica popolare/d’autore italiana appartiene in realtà, almeno per quanto riguarda la parte melodica, alla storia della musica tedesca. “La canzone dell’amore perduto” di Fabrizio de André (pubblicata nel 1966 dall’etichetta Karim) è uno di quei brani che maggiormente hanno contribuito alla fama del musicista e scrittore genovese (morto nel 1999, all'età di 58 anni). Il testo sviluppa la consueta metafora dello “sfiorire della passione amorosa”, ma si appoggia a una melodia commovente, scritta da Georg Philipp Telemann (Magdeburgo, 14 marzo 1681 – Amburgo, 25 giugno 1767), un compositore e organista tedesco. Citiamo da Wikipedia, che a sua volta fa riferimento a delle fonti attendibili: “Contemporaneo di Bach e Händel, cui lo legava una profonda amicizia, in vita era molto famoso e considerato uno dei maggiori musicisti tedeschi. L'Adagio del suo Concerto in Re maggiore per tromba, archi e continuo è stato utilizzato da Fabrizio De André per musicare La canzone dell'amore perduto”. La vera paternità musicale del brano fu però omessa da De André all’atto del deposito della canzone per la protezione dei diritti d’autore.

La mentalità anarchica è una delle caratteristiche generalmente diffuse (nella maggior parte dei casi, del tutto inconsapevolmente) nel popolo italiano, inclusa una buona parte della classe politica che lo rappresenta. Ad ogni modo, Fabrizio De André è stato un anarchico consapevole e un artista di valore, soprattutto dal punto di vista della sua tecnica interpretativa e della sua cultura musicale.

Esercita il tuo italiano ascoltando questa splendida melodia, grazie a un’attività di livello elementare oppure a un’attività destinata a studenti di livello più avanzato. Cerca l’audio su YouTube e leggi il testo a seguire:

 

Ricordi? Sbocciavan le viole,
con le nostre parole: “non ci lasceremo mai, mai e poi mai".

Vorrei dirti ora le stesse cose;
ma come fan presto, amore, ad appassir le rose,
così per noi: l'amore che strappa i capelli è perduto ormai. Non resta che qualche svogliata carezza e un po' di tenerezza.

E quando ti troverai in mano quei fiori appassiti al sole di un aprile ormai lontano, li rimpiangerai.

Ma sarà la prima che incontri per strada che tu coprirai d'oro, per un bacio mai dato, per un amore nuovo.
E sarà la prima che incontri per strada che tu coprirai d'oro, per un bacio mai dato, per un amore nuovo.

 

 

www.italianalingua.it


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