Il traduttese e l'italiese

 

Il traduttese è definito da Franca Cavagnoli (traduttrice e insegnante di traduzione) come "quella varietà dell'italiano che consiste in una pigra aderenza al testo fonte" ("La voce del testo", Feltrinelli, 2012). Ad esempio, è tipica la traduzione dell'inglese damn con l'italiano "dannatamente" (o "maledettamente").

Il vocabolario Treccani, nelle sue pagine web, lo definisce come "il modo di tradurre e la lingua usata dai traduttori che cercano di imitare lo stile dell'opera originale, specialmente se narrativa, a costo di banalizzazioni e semplificazioni; anche, lo stile e il lessico adottati da scrittori che intendono rifarsi a modelli stranieri di successo".

Ma come potremmo tradurre in inglese la parola traduttese? Forse con Translatish (che ricorderebbe lo Spanglish), oppure Translatese? Translatian?

Non perdete il sonno con queste riflessioni. Perdetelo piuttosto nell'apprendere che sempre più persone, nel pianificare il loro matrimonio, ricorrono ai servigi di un wedding planner. L'ho imparato oggi, mentre giorni fa avevo appreso come fosse diventato impellente, presso alcune aggiornatissime imprese e aziende italiane, trainare il personale. Io dunque perderò il sonno di questa notte; ma prima di abbandonarmi agli incubi idiolinguistici (in fondo a questo articolo spiego che cos'è l'idiolinguistica e vi rimando al nostro articolo dedicato all'italiese), vi raccomando la lettura dei seguenti eccellenti saggi sulla traduzione, i primi due scritti da autori italiani e il terzo da un inglese:

- Umberto Eco, "Dire quasi la stessa cosa" (Bompiani, 2003);

- Franca Cavagnoli, "La voce del testo" (Feltrinelli, 2012);

- Tim Parks, "Tradurre l'inglese" (Bompiani, 1997; ed. originale: Translating Style, Cassel, 1996).

Si tratta di tre esplorazioni veramente affascinanti - anche perché ricche di esempi concreti - del territorio della traduzione.

(L'idiolinguistica è una disciplina di studio di recentissimo sviluppo, avente ad oggetto di analisi le idiozie generate dall'incontro tra idiomi - in particolare tra l'idioma italiano quando in posizione di subordinazione psicologica e l'idioma inglese quando in posizione di abuso maccheronico. Vedi il nostro articolo dedicato all'italiese). Alberto Cassone


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