Il decalogo diabolico per l'italiano

Da: Beppe Severgnini, L'italiano. Lezioni semiserie, Rizzoli, Milano, 2007, pagina 15.

 

I

Usate dieci parole quando tre bastano.

 

II

Usate parole lunghe invece di parole brevi,

sigle incomprensibili e termini specialistici.

 

III

Considerate la punteggiatura una forma di acne:

se non c’è, meglio.

 

IV

Fate sentire in inferiorità il lettore:

bombardatelo di citazioni.

 

V

Nauseatelo con metafore stantie.

 

VI

Costringetelo all’apnea: nascondete la reggente

dietro una siepe di subordinate, e cambiate il soggetto

per dispetto.

 

VII

Infilate due o più che in una frase.

 

VIII

Non scrivete “Il discorso era noioso, e i relatori aspettavano

l’intervallo” ma “Lo speech era low-quality e il panel s’era messo

in hold per il coffee-break”.

 

IX

Usate espressioni come in riferimento alla Sua del…,

il latore della presente, in attesa di favorevole riscontro…

 

X

Siate noiosi.

 

Seguite queste regole e cadrete così in basso che, a quel punto, potete solo risalire.


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