Giovannino Guareschi e l'Italia "catto-comunista"

Al termine della II guerra mondiale, sconfitto il fascismo da una parte, crollati il prestigio e l'autorità dei liberali di destra e di sinistra (della presa di potere del fascismo generalmente ritenuti, assieme al Re, corresponsabili) dall'altra, due forze politiche e culturali in precedenza relativamente marginali si ritrovano, improvvisamente, a recitare un ruolo da protagoniste: i cattolici (nel contesto della guerra fredda ideologica e territoriale supportati e segretamente finanziati dagli USA) e i comunisti (supportati e segretamente finanziati dall'URSS).

Inizialmente in conflitto - nel rispetto della situazione internazionale che tale conflitto imponeva - ma con il tempo sempre più vicini, cattolici e comunisti condivideranno il potere politico e culturale per trent'anni (fino all'assassinio di Aldo Moro), dando vita a quella civiltà "cattocomunista" che avrebbe rappresentato, nel contesto del mondo occidentale, il tratto più peculiarmente italiano della Repubblica nata al termine della guerra.

Il desiderio dei loro due più grandi statisti e leader, Aldo Moro ed Enrico Berlinguer, di unirsi ufficialmente in un governo di solidarietà nazionale, non potè però tramutarsi in realtà a causa delle fortissime pressioni - accompagnate regolarmente da comportamenti criminali - esercitate sulla politica italiana sia da forze interne (estremismo violento di destra e di sinistra, elementi deviati dei servizi segreti e del governo) sia da forze esterne (governi e servizi segreti sia dell'area NATO che di quella del Patto di Varsavia) che si opponevano al progetto di Berlinguer e Moro per diversi motivi. 

Il fenomeno del "cattocomunismo" trovò un'efficace espressione letteraria, in parte involontaria, nella serie di racconti e romanzi satirici scritti dallo scrittore e giornalista Giovannino Guareschi (1908 - 1968) e incentrati sulle figure immaginarie di Don Camillo (prete) e Peppone (sindaco comunista), due personaggi - divenuti rapidamente celebri in tutto il Paese - che si scontrano nelle vicende quotidiane di un piccolo paese del Nord Italia tra il 1946 e il 1947.

Don Camillo e Peppone, il prete e il sindaco, si odiano e si amano, non possono esistere l'uno senza l'altro e in questo loro rapporto incarnano, in maniera estremamente umoristica, la nascita della civiltà cattocomunista - rappresentandola probabilmente meglio di qualsiasi analisi sociologica. 

Esistono molti racconti e romanzi di Giovannino Guareschi - scrittore e giornalista allo stesso tempo cattolico e ribelle, prima carcerato nei lager nazisti, successivamente in una prigione della Repubblica italiana - dedicati a questi due personaggi; qui ve ne consigliamo due in particolare:

Giovannino Guareschi, Mondo Piccolo. "Don Camillo", Rizzoli, Milano, I ed. marzo 1948;

Giovannino Guareschi, Mondo Piccolo. Il compagno Don Camillo, Rizzoli, Milano, I ed. 1963.

Il sito web ufficiale dedicato a Giovannino Guareschi è curato dai suoi figli:

http://www.giovanninoguareschi.com/   


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